Dopo il concordato di Worms del 1122 si superano gli universalismi della Chiesa e dell' Impero e si affermano le monarchie nazionali: questo fenomeno consistette nel processo attraverso il quale alcune monarchie europee estesero il loro potere. In Spagna il potere monarchico progressivamente riconquistò i territori che erano di dominazione araba. In Francia invece la dinastia dei capetingi aumentò i propri territori saldando il proprio potere con quello della Chiesa di Roma . In Inghilettera la dinastia sassone fu detronizzata dall' invasione dei normanni: si aprí un periodo di instabilità che terminò nel 1215 con un documento chiamato MAGNA CHARTA LIBERTATUM. Se in Spagna,Francia e Inghilterra si formano delle monarchie nazionali, in Italia si verifica l'affermazione dei comuni. Infatti intorno all'anno 1000 si verifica un fenomeno di urbanizzazione che ha come centro l'istituzione comunale: i comuni erano sistemi di autogoverno in cui a capo vi era la figura del console o del podestà e la giustizia era amministrata da magistrati. La novità era rappresentata dal fatto che i cittadini erano chiamati a eleggere i consoli e i magistrati anche se concretamente il potere era nelle meni dei piú ricchi. I comuni italiani rappresentavano un potere non gradito all'impero perché divennerro veri e propri stati autonomi che non volevano sottostare al potere imperiale. L'imperatore Federico I Barbarossa tentò piú volte di stabilire la propria supremazia sui comuni ma, nel 1176 fu sconfitto dalla Lega Lombarda:successivamente si giunse alla pace di Costanza del 1183 che da un lato ribadì il potere dell' impero e dall' altro autorizzó i comuni a esercitare un'ampia gamma di poteri. Un' esperienza particolare di autonomia cittadina fu quella delle Repubbliche marinare italiane che furono Amalfi, Pisa, Genova e Venezia